Estensione della raccolta domiciliare

L’approccio della Città di Torino alle tematiche della raccolta rifiuti è da sempre molto attento al rispetto delle normative.

Ne è prova il fatto che la raccolta differenziata della carta è attiva in Città fin dagli anni 80, che sono state attivate le prime raccolte differenziate stradali tra gli anni 90 e gli anni 2000 e che dal 2004 si è dato il via alla trasformazione dei servizi stradali con quelli porta a porta e, in tale contesto di generale implementazione delle raccolte differenziate, la discarica di Basse di Stura è stata chiusa dal dicembre 2009.

Pur con le complessità oggettive di essere l’unica metropoli a livello regionale, la Città si è progressivamente impegnata nell’estensione delle raccolte differenziate domiciliari, con uno sviluppo progressivamente crescente.

Dal 2018 in poi, grazie ad uno specifico accordo tra Città, ed Amiat SpA, che ha permesso di impegnarsi ulteriormente verso la progressiva estensione della raccolta differenziata domiciliare a tutto il territorio cittadino, nel limite massimo di 5 anni dalla stipula dell’accordo (luglio 2018), sono tangibili i progressivi risultati raggiunti, con percentuali crescenti nelle singole aree oggetto di intervento fino a punte superiori al 65% previsto dal legislatore nazionale.

E’ peraltro bene ricordare che i limiti fissati dalla legislazione nazionale sono poi stati declinati nelle singole normative regionali e, per quanto riguarda la nostra Regione, si richiamano le leggi regionali 1/2018 e la recentissima n. 4/2021, di parziale modifica della precedente.

Le modalità di estensione dei servizi domiciliari sul territorio comunale utilizzate negli ultimi anni sono due: la raccolta “porta a porta” e la nuova tipologia ad ecoisole di prossimità ad accesso controllato.

Il primo sistema, prevede il posizionamento, ove possibile, dei cassonetti all’interno dei condomini con la relativa esposizione nei giorni e negli orari previsti per il passaggio di svuotamento da parte del gestore.

La Città ha successivamente deciso di procedere con la definitiva estensione della raccolta differenziata domiciliare con un sistema alternativo al “porta a porta” classico con i bidoncini nei cortili (o pertinenze condominiali), tramite l’installazione di ecoisole di prossimità ad accesso controllato.

La ratio di tale modifica gestionale è frutto di una ricerca di sistemi alternativi che potesse garantire lo stesso risultato in termini di performance (% di RD), unitamente alla riduzione delle problematiche storicamente accertate con la gestione del “porta a porta”.

I frutti della ricerca condotta dal Gestore (Amiat) ha indotto la Città ad attuare una sperimentazione su un’area di territorio concentrata, ma significativa dal punto di vista degli abitanti coinvolti.

La scelta ha coinvolto un quadrilatero nella zona sud di Torino (Cso Traiano, Cso Benedetto Croce, Via O. Vigliani e Cso Unione Sovietica), determinato da edilizia verticale massiva, con cortili che avrebbero rischiato di dover ospitare diverse decine di bidoncini, e con circa 8.000 abitanti.

A seguito del primo semestre di sperimentazione, visti gli ottimi risultati raggiunti (circa 65% di RD), si è deciso di utilizzare tale sistema alternativo anche per le successive aree di estensione della raccolta domiciliare, ritenuta, tra l’altro, anche dalla Regione Piemonte, come idonea al raggiungimento degli obiettivi indicati nella propria legislazione.

Dal novembre 2020, infatti, tale metodo di raccolta è stato esteso ai quartieri Spine, San Secondo e San Salvario, mentre è in corso di attivazione in San Donato.

 

 

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