Orti urbani

L’orticoltura è un’attività sempre più praticata in ambito urbano da diversi segmenti di popolazione: dai giovani che vanno alla scoperta di un rapporto con la terra, agli adulti in cerca di attività educative con i loro figli, agli anziani in ricerca di socialità.

L’orticoltura urbana può concretamente contribuire al metabolismo urbano, producendo direttamente il cibo per sfamare la città, invece che alimentare il divario tra territori rurali “produttori” e territori urbani “consumatori”.

Oltre a produrre alimenti freschi, sani e locali attraverso la coltivazione in città, l’orticoltura urbana ha un effetto decisamente positivo sulla riqualificazione delle zone degradate, sull’integrazione delle comunità e sull’educazione dei cittadini relativamente alla sostenibilità ambientale, alla sicurezza alimentare e al consumo solidale. L’orto in città è una forma di cittadinanza attiva con ricadute ambientali importanti: può contribuire a ridurre l’effetto isola di calore,  aumentare la biodiversità urbana, creare dei corridoi ecologici per gli impollinatori e produrre cibo a chilometro zero. A Torino, una città radicata nella cura del verde urbano, la disseminazione e lo sviluppo dell’orticoltura urbana sono strumenti per favorire la sua sostenibilità sia ambientale sia sociale.

Gli orti urbani rappresentano la tipologia di verde urbano che ha avuto la maggiore crescita negli ultimi tempi. Nell’arco di meno di un decennio, la sola superficie di orti circoscrizionali, è più che raddoppiata, passando da 39.545 mq del 2011 a 69.545 mq del 2018. L’incremento di questa pratica dipende sicuramente da fattori quali la funzione ricreativa, sociale ma anche didattica.

Gli orti urbani torinesi offrono, infatti, alla cittadinanza miriadi di opportunità ricreative, sociali e culturali. L’orticoltura costituisce un’attività ricreativa di svago e di divertimento, di socializzazione con i residenti del quartiere e di altre zone della città. L’orticoltura didattica coinvolge poi le scuole e insegna agli studenti fondamentali nozioni sull’origine delle materie prime e sull’importanza della biodiversità e della salute ambientale. L’ortoterapia può inoltre essere un elemento importante nella cura di persone diversamente abili e persone in difficoltà, come lo è in generale per la salute psico-fisica di chiunque vi si accosti. Gli orti sociali sono luoghi dove si incontrano diverse culture e diverse fasce della popolazione, e in questo senso sono luoghi di interazione, di scambio di usanze e costumi, di apprendimento, capaci di instaurare nuovi rapporti basati sul mutuo rispetto, favorendo così l’integrazione culturale all’interno della comunità cittadina.

In più gli orti urbani possono essere dei micro ecosistemi urbani con una valenza ecologica importante in termini di biodiversità. Gli orti, infatti, possono rappresentare habitat importanti per l’ecosistema urbano, specialmente se gestiti anche come bacini di piante fiorite e insetti impollinatori. Questa funzione di incubatore ecologico è di importanza non solo per l’habitat dell’orto, ma soprattutto per la salute dell’intero ecosistema urbano. Gli orti possono svolgere, in questo senso, la funzione di banca genetica di insetti impollinatori per l’intera città.

L’intenzione dell’amministrazione è quella di implementare, nei prossimi anni, le aree già adibite ad orti ridisegnandole in funzione delle nuove esigenze gestionali, ma sempre in prossimità di aree già esistenti dove gli insediamenti sono consolidati e accettati dalla popolazione. Si intende, inoltre, promuovere sempre di più le attività complementari, capaci di rafforzare l’impatto positivo sia in termini sociali sia ambientali, favorendo la realizzazione di progetti altamente innovativi e con un approccio sistemico, in particolare sulle aree pubbliche attualmente coltivate.

Gli orti esistenti occupano complessivamente 138.631 m² e consistono in 914 appezzamenti affidati a singoli cittadini tra individuali e associativi per l’autoproduzione e 78 orti collettivi gestiti da associazioni del terzo settore o cooperative in cui cittadini coltivano insieme e condividono il raccolto. La forma urbana fa sì che la maggior parte della superficie coltivata sia in zone periferiche della città, e in particolar modo su terreni residui ai margini delle sponde del Sangone e della Stura.

La Città ha sviluppato l’Atlante degli orti urbani, che costituisce una mappatura completa degli orti urbani a Torino (23 orti associativi, 7 orti circoscrizionali e 7 orti spontanei) raccogliendo tutti i dati anagrafici, quantitativi e qualitativi degli stessi.

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