Piano Forestale Aziendale 2020

In parallelo all’elaborazione del Piano Strategico dell’Infrastruttura Verde l’Amministrazione ha deciso di avviare l’elaborazione di uno specifico piano di gestione dei boschi collinari di proprietà comunale. Il Piano Forestale Aziendale del Comune di Torino 2020-2035 (nel seguito PFA) è stato sviluppato ai sensi dell’art. 11 della L.R. 04/09. Esso si propone di mettere la Città di Torino nelle condizioni di gestire il proprio patrimonio forestale in modo sostenibile, innovativo ed efficace, rispondendo alle esigenze dei cittadini e individuando le potenzialità della risorsa bosco nell’affrontare le criticità ambientali attese negli anni a venire. L’obiettivo del PFA è quello di potenziare i servizi di supporto ambientale offerti dal bosco, i cosiddetti servizi ecosistemici (SE), ovvero i benefici che l’ecosistema bosco può offrire ai cittadini torinesi, attraverso una programmazione di interventi selvicolturali in un arco temporale quindicennio. 

La scelta di adottare un approccio di pianificazione basato sulla valutazione dei servizi ecosistemici generati dai boschi collinari è una scelta volta a favorire una gestione tecnica articolata per massimizzare i benefici ai cittadini, ma che allo stesso tempo consente di sviluppare in parallelo anche valutazioni di tipo economico, in particolare la quantificazione economica dei benefici generati complessivamente e derivanti dai singoli interventi di gestione programmati. Questo permette all’Amministrazione di quantificare il ritorno economico su ciascun intervento di gestione in base ai servizi ecosistemici generati. Inoltre, facilita il coinvolgimento di attori terzi in partenariati volti a migliorare la qualità dei boschi collinari, attraverso il finanziamento di singoli interventi. A tal proposito al PFA è allegata una valutazione dei SE sviluppata secondo quanto previsto dalla norma ISO14008:2019. Ad oggi l’unico protocollo internazionale di certificazione dei SE è quello redatto dal Forest Stewardship Council (FSC), e a tal proposito sono stati valutati i 5 servizi ecosistemici certificati dal citato protocollo. La singolarità dei boschi collinari rispetto al resto del patrimonio del verde pubblico ha determinato la scelta di orientare la pianificazione sui servizi certificabili secondo il protocollo FSC, creando così anche opportunità di attrarre investimenti privati capaci di valorizzare la certificazione. 

La superficie catastale del territorio di proprietà del Comune di Torino, considerata complessivamente per il presente Piano, è pari a circa 429 ettari, di cui circa 340 ettari di bosco. Le superfici boscate comunali sono suddivise su 5 comuni diversi (Torino, Val della Torre, Baldissero e Pino T.se, oltre ad alcune piccole proprietà nel comune di Moncalieri) e in due ambiti territoriali con caratteristiche molto diverse, i boschi localizzati sulla collina di Torino e i boschi ubicati nel comune di Val della Torre. Data la distanza geografica tra i due ambiti e le significative differenze di formazioni forestali, si è deciso di organizzare i PFA in due distinte unità gestionali. Sono state inoltre incluse nel PFA e nello shape delle “Altre coperture del territorio” aree recentemente imboschite o non boscate in cui la Città di Torino intende avviare progetti di imboschimento. Il PFA contiene in sintesi le seguenti informazioni e indicazioni.

La superficie boschiva pianificata è stata suddivisa in grandi raggruppamenti omogenei dal punto di vista degli obiettivi e delle modalità gestionali, denominate classi di compartimentazione o comprese. Gli interventi selvicolturali sono volti essenzialmente al miglioramento delle condizioni di stabilità strutturale e della composizione floristica dei popolamenti coerentemente agli obiettivi di piano.

Il Piano Forestale Aziendale dei boschi di proprietà del Comune di Torino ha un approccio assestamentale e selvicolturale fortemente conservativo. L’obbiettivo generale preposto è l’incremento della capacità dei boschi pianificati di migliorare la biodiversità, erogare servizi ecosistemici di regolazione e di tipo culturale mantenendo i servizi ecosistemici di produzione come strumentali alla migliore erogazione dei predetti. All’obiettivo generale sono collegati i seguenti obbiettivi specifici: mantenimento e miglioramento della stabilità strutturale dei boschi; miglioramento della composizione specifica delle formazioni presenti tendendo all’ideale raggiungimento delle formazioni climax più adatte alla stazione forestale di riferimento; mantenimento e miglioramento della complessità ecosistemica e paesaggistica delle aree boscate; mantenimento e miglioramento della rete di piste di servizio alle aree forestali.

Servizi ecosistemici

Il PFA dei boschi di proprietà della città di Torino è orientato al mantenimento e miglioramento della biodiversità e del capitale naturale. L’obbiettivo generale è quello di conservazione e miglioramento della natura mettendo in luce il suo “valore” intrinseco e l’entità dei servizi offerti, rendendo possibile anche il contributo di investitori privati a supporto delle azioni previste dal PFA. Partendo da questo assunto si è quindi proceduto alla valutazione dei servizi ecosistemici così da definire la baseline di partenza e poter indicare correttamente le modalità di gestione per migliorarla. La valutazione dei singoli servizi ecosistemici (SE) è stata sviluppata secondo quanto previsto dalla norma ISO14008:2019 e potrà essere utile per la futura eventuale certificazione del PFA. Ad oggi l’unico protocollo internazionale di certificazione dei SE è quello redatto dal Forest Stewardship Council (FSC) a tal proposito sono stati valutati i 5 servizi ecosistemici certificati dal citato protocollo di seguito indicati: 1. Conservazione della biodiversità 2. Sequestro e stoccaggio del carbonio 3. Servizi di regolazione idrica 4. Conservazione del suolo 5. Servizi ricreativi. I boschi oggetto della valutazione, secondo i criteri FSC, ricadono nella categoria definita Small and Low Intensity Managed Forest (SLIMF) in quanto aree a bassa intensità di gestione. 

Per la valutazione della baseline di ciascun SE considerato sono stati selezionati gli indicatori maggiormente coerenti con le caratteristiche delle aree di interesse e i dati a disposizione. Tali indicatori sono stati quindi misurati utilizzando alcune metodologie esistenti e giungendo alla definizione delle condizioni attuali dei SE. In qualità di elemento di connessione tra la gestione forestale e l’implementazione degli impatti positivi sui SE erogati dalle aree boscate è stata sviluppata in via preliminare un’ipotesi di “teoria del cambiamento”. Successivamente per ogni SE sono stati individuati uno o più impatti definiti, come “il mantenimento, la conservazione, miglioramento o ripristino a lungo termine dei servizi ecosistemici, o i benefici derivanti da essi, che derivano, almeno in parte, da attività di gestione che contribuiscono al raggiungimento di tale impatto” che rappresenteranno gli obiettivi di gestione del PFA.

La qualità complessiva degli ecosistemi dei boschi di proprietà della città di Torino risulta essere buona. Il Piano Forestale Aziendale dovrà prendere atto delle linee guida fornite dalla teoria del cambiamento e commisurarla alle risultanze del lavoro di analisi sui Servizi Ecosistemici di cui sopra. I SE sono stati misurati sotto il profilo biometrico ai fini di definire la baseline degli indicatori previsti da FSC. A titolo informativo e comunicativo, è stata anche fatta una valutazione economica dei singoli servizi, in forma di stock complessivo/capitale naturale e non calcolato su base annuale. 

 

Interventi selvicolturali 

L’obiettivo generale del PFA è l’incremento della capacità dei boschi pianificati di mantenere e migliorare la biodivesità, erogare servizi ecosistemici di regolazione e di tipo culturale mantenendo i servizi ecosistemici di produzione come strumentali alla migliore erogazione dei predetti. Ad esclusione delle aree in “nessuna gestione” gli interventi previsti suddivisi in funzione dell’intensità e dell’età e della densità dei popolamenti in cure colturali, diradamenti e tagli a scelta, avranno lo scopo di migliorare la composizione specifica delle formazioni presenti al fine anche del mantenimento e miglioramento della complessità ecosistemica e paesaggistica delle aree boscate. Per quanto riguarda gli indirizzi gestionali, la priorità dovrà essere assegnata alla rinaturalizzazione dei rimboschimenti di conifere e al contrasto delle specie esotiche invasive. Obiettivo a breve – medio termine è la sostituzione della quercia rossa e favorire lo sviluppo di latifoglie autoctone al posto dei rimboschimenti di conifere. 

Nel piano viene poi delineata una suddivisione degli interventi previsti nei boschi della collina di Torino nel quindicennio di validità del PFA suddivisi, a seconda della diversa priorità, in interventi da eseguirsi nel primo, nel secondo e nel terzo quinquennio. Da tale schema riassuntivo risulta che dei circa 266 ha boscati in gestione attiva durante il periodo di validità del PFA, nel primo quinquennio gli interventi riguarderanno circa 59 ha, nel secondo quinquennio circa 128 ha e nel terzo quinquennio.

 

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