Valutazione dei servizi ecosistemici del verde pubblico

Come molte altre città, anche Torino deve affrontare i cambiamenti climatici causati principalmente dalle emissioni di gas serra associate alle attività dell’uomo. In particolare, in questi anni la città ha subito il verificarsi più frequente di eventi climatici estremi, l’aumento della temperatura media, l’accentuazione di precipitazioni di intensa entità e un’alternanza anomala fra pioggia e siccità nelle diverse stagioni. La situazione attuale richiede pertanto una sostanziale modifica degli approcci di pianificazione della città per realizzare nuovi metodi di sviluppo più efficaci sia in termini di mitigazione sia di adattamento alla crisi climatica.

In questo contesto le aree verdi e i boschi urbani si trovano in una situazione delicata: da una parte possono aiutarci in maniera significativa nella lotta, offrendo soluzioni economiche ed efficaci ad alcuni dei problemi causati dalla crisi climatica, ma dall’altra, proprio a causa delle scelte fatte in passato e dai cambiamenti meteorologici attuali, sono sempre più fragili e devono essere tutelati e potenziati. Da qui l’esigenza di imparare a conoscere e a valorizzare i servizi ecosistemici del verde, cioè le capacità dei processi e dei componenti naturali di fornire beni e servizi che soddisfino, direttamente o indirettamente, le necessità dell’umanità e garantiscano la vita di tutte le specie. Per questo motivo, all’interno del Piano di Resilienza Climatica, il Comune ha scelto di valutare i servizi eco-sistemici delle aree verdi pubbliche di Torino: uno studio che mira a conoscere e a valorizzare i servizi eco-sistemici prodotti dal verde pubblico attualmente presente in città e le relative modalità di implementazione per far fronte alle mutate condizioni climatiche.

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La Valutazione dei Servizi Ecosistemici

Lo studio promosso dalla Città ha previsto la valutazione fisica ed economica dei servizi eco-sistemici prodotti dalle aree verdi pubbliche presenti nel territorio del Comune di Torino per fornire un elemento concreto di confronto e di valorizzazione degli stessi. Sono stati presi in considerazione:

  • lo stoccaggio del carbonio atmosferico;

  • la rimozione degli inquinanti atmosferici;

  • la regolazione della temperatura;

  • la protezione idrogeologica;

  • la capacità di infiltrazione delle acque piovane;

  • la biodiversità e qualità degli habitat;

  • i benefici sociali;

  • la produzione agricola;

  • l’impollinazione.

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 Avendo condotto una stima sul valore dei servizi ecosistemici anche dal punto di vista economico, è possibile sommare i singoli contributi per avere un’idea del valore complessivo delle aree verdi: ne risulta un valore minimo pari a circa 194,3 milioni di euro e un valore massimo pari a circa 266,9 milioni di euro.

Cosa significa? Semplificando il concetto possiamo dire che, se il Comune dovesse investire in soluzioni alternative per ottenere gli stessi benefici analizzati, dovrebbe investire circa 240 milioni di euro all’anno per sostituirli.

Prime applicazioni dei modelli di valutazione dei Servizi Ecosistemici: le Nature-Based Solutions (NBS)

Le Nature-Based Solutions (NBS) sono soluzioni realizzate utilizzando le risorse naturali che portano contemporaneamente benefici di tipo ambientale, sociale ed economico alle città. Lo studio ha individuato le possibili soluzioni che potrebbero essere realizzate nel territorio comunale per ridurre gli impatti delle ondate di calore, i fenomeni delle isole di calore urbano e per attenuare l’impatto degli allagamenti causati dalle precipitazioni intense, quantificando i benefici che deriverebbero dalla loro realizzazione e dando indicazioni per la realizzazione di strategie di climate-proofing.

Al fine di individuare le possibili NBS e procedere a una successiva valutazione delle stesse è stata condotta un’analisi preliminare della letteratura scientifica esistente che ha permesso di identificare le soluzioni ritenute più efficaci, descritte nell’infografica seguente.

Cinque soluzioni NBS tra quelle selezionate e analizzate forniscono, soprattutto nell’ipotesi di considerare le sole superfici pubbliche, risultati positivi (o prevalentemente tali) in termini di differenza benefici-costi:

  • stagni di ritenzione

  • creazione di golene e boschi ripariali

  • aree verdi fruibili

  • aree verdi forestate

  • alberi a bordo strada e percorsi verdi.

Tali NBS sembrano pertanto rappresentare, al netto di eventuali limitazioni di ordine tecnico legate all’effettiva realizzabilità in base alle caratteristiche del singolo sito, un nucleo di partenza per contrastare i rischi considerati.

Si sottolinea inoltre l’importanza di identificare e intervenire sulle aree cittadine a maggior rischio climatico con interventi mirati evitando così i costi significativi degli interventi a larga scala. In tal senso, alla luce dei risultati esposti, sembra preferibile un’azione diretta, focalizzata su un nucleo ristretto di NBS di base e orientata all’intervento sulle aree pubbliche di proprietà o comunque a gestione ordinariamente diretta.

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Prime applicazioni dei modelli di valutazione dei Servizi Ecosistemici: l’applicazione dell’analisi eco-sistemica in aree in trasformazione

Lo studio ha inoltre proposto l’applicazione dell’approccio di massimizzazione dei servizi ecosistemici su alcune aree specifiche, per dimostrare le potenzialità per migliorare la qualità ambientale del tessuto urbano. In particolare le aree strategiche prese in esame sono: l’area di Basse di Stura e parte del quartiere Aurora.

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