La Giunta approva il PAESC, Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima

Ridurre del 68 per cento le emissioni di CO2 sul territorio comunale entro il 2030. È quanto si propone di fare la Città di Torino attraverso il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC), il documento redatto dai comuni aderenti al Patto dei Sindaci per dimostrare in che modo l’Amministrazione comunale intendono raggiungere gli obiettivi fissati su clima ed energia, adottando un approccio integrato per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico.

“Il documento racchiude tutte le azioni già finanziate che ci portano al risultato del 68% al 2030, ma il nostro obiettivo è nettamente più ambizioso – spiega l’Assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta -. Torino è stata, infatti, inserita nella Mission “NetZero Cities” per il raggiungimento della neutralità climatica. Per riuscirci siamo già al lavoro per definire il Climate City Contract, strumento fondamentale di co-progettazione, realizzazione degli ulteriori

interventi necessari, che coinvolgeranno cittadini e aziende, territorio e tutti i portatori di interesse per mobilitare finanziamenti pubblici e attrarre capitali privati”.

Il PAESC ricomprende e mette a sistema tutte le azioni per la mitigazione  e l’adattamento già in essere o programmate sul territorio come, per esempio, l’efficientamento energetico degli edifici comunali, la sostituzione di punti luce e le lanterne semaforiche con tecnologia led, il potenziamento della mobilità alternativa al mezzo privato, ma anche di altri soggetti pubblici e privati.

Il documento, una sorta di fotografia di quanto è stato fatto e degli effetti che queste azioni avranno fino al 2030, è stato approvato questa mattina dalla Giunta Comunale  e passerà ora all’esame del Consiglio Comunale per l’adozione definitiva.

Rispetto al precedente Piano d’azione – TAPE (Turin Action Plan for Energy), il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima si propone anche, insieme alla mitigazione, l’obiettivo dell’adattamento, cioè del rafforzamento della capacità del territorio di adattarsi agli inevitabili cambiamenti climatici.

La riduzione del 68 per cento è il risultato di diversi contributi che vanno dagli effetti dello scenario di evoluzione tendenziale dei consumi energetici al 2030 alle conseguenze attese dall’attuazione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) sulle tecnologie di utilizzo efficiente dell’energia e sull’impiego di energia da fonti rinnovabili; dal frutto delle azioni di mitigazione previste, principalmente dalla Città, fino al 2030 al  contributo dell’assorbimento di CO2 del patrimonio arboreo e dei boschi collinari, nonché delle ulteriori azioni di forestazione previste fino al 2030.

Relativamente alla sola componente di mitigazione, il punto di partenza è stato il risultato raggiunto nell’ambito del terzo e ultimo rapporto di monitoraggio del TAPE (Tape, Turin Action Plan for Energy) che ha certificato la riduzione del 47 per cento delle emissioni di CO2 a Torino tra il 1991 e il 2019, un risultato di gran lunga superiore all’obiettivo del -30% al 2020, fissato inizialmente per il Piano d’azione della Città.

La strategia di mitigazione verso il 2030 della Città di Torino si sviluppa su differenti linee di azione che riguardano diversi ambiti di intervento: dal settore residenziale e terziario a quello pubblico, ai trasporti e alla mobilità urbana, al teleriscaldamento e alla produzione locale di energia elettrica da fonti rinnovabili fino agli interventi di forestazione urbana.

Il piano di riduzione delle emissioni di gas climalteranti al 2030 sarà ulteriormente integrato con efficaci misure finalizzate a contrastarle nei diversi campi –  energetico, rifiuti, trasporti e smart city – al fine di poter raggiungere obiettivi più ambiziosi in linea con la candidatura della Città alla missione europea “Climate Neutral and Smart Cities”.

Nella seconda parte del PAESC è stata sviluppata la componente di adattamento, che definisce l’impegno dell’Amministrazione per implementare la  capacità della città di rispondere ai potenziali impatti del cambiamento climatico. Le azioni identificate riprendono, per la maggior parte, le misure identificate nel Piano di Resilienza Climatica e nel Piano d’Azione per la Gestione sostenibile delle acque in ambito urbano, integrate rispetto a specifiche progettualità avviate o in programma.

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